"I libri pesano tanto, eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole" Luigi Pirandello in "Il fu Mattia Pascal"

giovedì 17 luglio 2014

Intervista a Gabriella Genisi, sul suo romanzo "Gioco pericoloso" (Sonzogno editori, 2014)





Gabriella Genisi è una giovane scrittrice, nata nel 1965, abita vicino al mare, a pochi chilometri da Bari. Appassionata di arte, cucina e letteratura. Ha scritto:
"Come quando fuori piove", 2005
"Fino a quando le stelle", 2006
"Il pesce rosso non abita più qui", 2009
"La circonferenza delle arance. La prima inchiesta della commissaria Lolì", 2010
"Giallo ciliegia. La nuova inchiesta della commissaria Lolì", 2011
"Uva noir. La commissaria Lolì tra passione e delitti", 2012





Durante la partita decisiva per la qualificazione in serie A del Bari, al san Nicola muore un giocatore. Una morte naturale, si direbbe, però con qualche mistero di troppo. Pochi mesi dopo, infatti, il commissario Lolita, indagando su quello che a tutti è sembrato un incidente, si imbatte in un intrigo internazionale destinato a colpire le fondamenta del calcio italiano. Un losco mix di sport e malavita che rischia di sconvolgere anche la vita di Lolì.



Ciao Gabriella, benvenuta! Ti andrebbe di raccontare com'è nato il simpatico  personaggio della bella commissaria Lolì, già protagonista di altri tuoi romanzi?
 Certo! Il Commissario Lolita Lobosco nasce come omaggio a Salvo Montalbano, personaggio letterario che adoro. Dopo aver letto molti libri della serie, mi domandai se esistessero commissari donna nella letteratura italiana ed europea. Scoprii che non ve n’era traccia. Le donne poliziotto, nelle storie cartacee ricoprivano al massimo il grado di ispettrice. E allora immaginai Lolita, già commissario in omaggio a tutte le donne.

Si potrebbe definire "poliziesco" il genere di questo tuo romanzo?
 Si, ma ritengo che oggi i generi siano piuttosto liquidi. E quindi in ogni libro c’è molto più del genere con cui viene catalogato. Mi piace definire i miei libri ‘commedie’ dove c’è un po’ di tutto: costume, ironia, giallo, amore.

Interessanti sono le peripezie amorose di Lolì, e i suoi rapporti d'amicizia. In lei si ritroverebbero molte donne. C'è qualche suo aspetto che ti rispecchia?

 La cosa bella del mio personaggio è che è amata in modo trasversale da lettori e lettrici. Nonostante la sua bellezza è adorata dalle lettrici che la considerano un’amica. Di recente Rosanna una mia lettrice, mi ha scritto: “Le donne amano Lolita. Non ne sono gelose, non la invidiano. Lolita è tutte noi, è quella che tutte noi vorremmo essere. Lolita è nella nostra testa.” Ecco, l’ho trovato bellissimo e perfettamente rispondente al modo in cui viene percepita. 

Di me in lei c’è la passionalità nel modo di vivere le cose, e la semplicità, il porsi alla gente senza sovrastrutture.

Cosa ti ha spinta a scegliere la città di Bari come scenario per il tuo romanzo?
 A Bari ci sono nata, ci vado ogni giorno. E’ la mia città, nella sua bellezza e complessità. Una vera città di frontiera.

Sicuramente, il tuo essere diventata una scrittrice sarà stato anche il frutto di molte letture. Ci sono stati degli autori in particolare che ti hanno formata, e che consideri tuoi modelli?
 Ho iniziato a scrivere dopo 35 anni di letture continue. Credo sia l’unico modo possibile. Per diventare scrittore e per acquisire il proprio stile.
Di sicuro i classici, dai russi, ai francesi. E poi i veristi. E Moravia. Lui l’ho molto amato. Purtroppo è stato dimenticato. Inoltre ho sempre letto molta poesia. Aiuta a emozionare con poche parole.

Hai altri progetti in cantiere?
 Di sicuro il prossimo episodio del Commissario Lolita, e poi un nuovo romanzo.

E’ curioso il tuo scrivere ricette culinarie nelle ultime pagine dei romanzi, perché questa scelta?
 Nei miei libri è sempre il territorio. I luoghi sono protagonisti di molte pagine. E quale modo migliore di raccontarli se non attraverso i sapori tipici? Ecco perché quasi sempre durante le presentazioni offro sempre quella che ormai è per tutti “la focaccia di Lolita”



Grazie per la disponibilità e per essere stata nostra ospite. Consigliamo ai lettori di leggere "Gioco pericoloso" e attendiamo il tuo prossimo lavoro! Continueremo a seguirti con piacere!

 Grazie a voi, e buon lavoro.




Intervista a cura di Angelica Labianca

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