"I libri pesano tanto, eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo, vive tra le nuvole" Luigi Pirandello in "Il fu Mattia Pascal"

lunedì 21 luglio 2014

Recensione/ "Ali di vento" di Mario Gianfrate (SUMA editore, 2012)



Nel suo romanzo, Ali di vento, lo scrittore Mario Gianfrate racconta l'anno scolastico 1982, che inizia subito dopo l'assassinio del generale Dalla Chiesa da parte delle Brigate Rosse.

L'autore sottolinea le frustrazioni dei docenti, scaricate sugli alunni, e quelle dei presidi, scaricate sui professori inetti, molto spesso, a far valere i propri diritti, assumendo così atteggiamenti omertosi.

Chiaro è, dunque, il rapporto conflittuale tra il protagonista narrante, un giovane insegnante, e i dirigenti scolastici, la maggior parte dei quali ai suoi occhi sembrano confondere "autorità e autoritarismo", scambiando così il proprio ruolo di dirigente con quello di podestà. Situazione che sembra non essere migliorata oggi negli ambienti scolastici, dove, chi è "fortunato" ad inserirsi, si ritrova a dover soffocare i propri metodi di lavoro e le proprie competenze, costretto così a non riuscire a trasmettere agli alunni quello che spetta loro di diritto.

Questo disagio, nel romanzo, si ritrova proiettato nel rapporto tra il professore protagonista e un'alunna "di un'intelligenza viva" ma con un carattere complicato, ribelle, dovuto ad una situazione familiare critica. Quest'alunna cattura l'attenzione del professore, con il quale instaura un rapporto conflittuale, ma nello stesso tempo complice e affettivo.

Il docente diventa un grande riferimento per la ragazza e la loro complicità non viene ben vista a scuola.

Si legge la leggerezza dei sentimenti di un'adolescente, liberi da ogni ostacolo: nemmeno la differenza d'età li limiti, quello che invece non succede per i sentimenti di un adulto, che si lasciano facilmente incatenare dalla ragione, venendo così impossibilitati ad esprimersi, o comunque costretti a preferire situazioni meno complicate.

Nel romanzo l'autore racconta anche la relazione vissuta nello stesso periodo tra il protagonista e una sua collega docente di Educazione fisica.

La difficoltà più grande in amore è la "paura di fare una scelta che in cuore si desidera, anche a costo di mentire a sé stessi, andando così alla ricerca di antidoti". Così l'autore descrive i suoi sentimenti per l'alunna e, probabilmente, il suo rapporto con la collega è da considerarsi l'antidoto.

Va riconosciuta, all'autore di Ali di Vento, una scrittura capace di "parlare" a chi legge, come se lo stesse facendo un amico, un confidente. Una scrittura coinvolgente, chiara, scorrevole, mai banale.


Recensione a cura di Angelica Labianca, in "Incroci" (Semestrale di letteratura), luglio/dicembre 2012




  Mario Gianfrate è direttore  del settimanale on-line IlSudest”  e ha collaborato con l’Avanti! negli anni ’80. Nell’ambito della sua attività di storico è ricercatore presso la Fondazione Di Vagno e ha pubblicato  i saggi “Nel Regno del Sud, dalla Monarchia alla Repubblica”  (2002), “Neutralisti e interventisti a Locorotondo nella prima  Guerra Mondiale” (2005), “L’altra Guerra” (2007), “Delitto Matteotti - il Mandante” con prefazione di Nicola Colonna (2012), “Le elezioni politiche del 1924 e i riflessi del delitto Matteotti in Puglia” (2014), e, dalla collaborazione con gli storici americani Jennifer Guglielmo e Kenyon Zimmer, “Elvira Catello e la ‘Lux’ tra utopia e libertà” (2011), e “Michele Centrone –Dal vecchio al nuovo mondo – Anarchici pugliesi in difesa della libertà spagnola” (2012).
   Ha, inoltre, pubblicato le opere di narrativa “Sogno di un aquilone” (1989), “L’elmo di Scipio” (2009), “Occhi di sabbia” (2010), “Ali di vento” (2011) e dirige la collana “Oasi  di parole” edita dalla Casa Editrice Suma.

   E’ anche autore di testi teatrali.

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